Libri senza età.

5 Libri che devi assolutamente leggere almeno una volta nella vita.

Ci sono libri che quando li leggi una volta, non li lasci più andar via. Ti entrano nell’anima, e il loro ricordo rimane impresso nella mente e nel cuore, per sempre.

Il passo successivo sarà andare a leggere tutti gli altri libri dello stesso autore, nella speranza di poter rivivere la stessa magia del libro precedente.

Ecco qui una mia personale selezione di libri che ho amato. 5 opere delle quali terrò sempre una copia nel cassetto del comodino.

Norvegian Wood (Murakami Haruki)

Toccante, malinconico, introspettivo, Murakami è il maestro di quello sguardo intimistico e personale tipico dei grandi scrittori. Uno dei pochi in grado di esplorare, con una delicatezza e magia sopraffini, il mondo dei sentimenti e delle emozioni umane.

Raccontato in prima persona, il romanzo è un lungo flashback in cui il protagonista, Tōru Watanabe, ricorda il suo percorso dall’adolescenza all’università. Sono gli anni in cui Tōru conosce e sperimenta la tristezza per la perdita di un amico, l’enfasi e la tenerezza del primo amore per Naoko, e la scoperta di un ‘amore’ nuovo, diverso e vitale, per la compagna di università Midori.

‘Norvegian Wood’ è un romanzo di formazione che passa inevitabilmente attraverso l’amore, la morte, la solitudine e l’attesa. Temi che in Murakami non sono mai in contrasto tra di loro, ma parti diverse della vita stessa. Aspetti che l’autore, magicamente, riesce a mescolare insieme in un unico percorso, nel tentativo di definire la complessità del reale.

Parole che scorrono poetiche e fluide tra le pagine. Sentimenti, sensazioni ed emozioni che danzano a ritmo lento e pacato, seguendo l’inevitabile trascorrere del tempo narrativo. Uno sguardo talmente intimo e profondo che è impossibile non entrare in contatto con il mondo interiore dei protagonisti. 

Follia (Patrick McGrath)

Avvincente, incalzante, a tratti cupo e inquietante. ‘Follia’ racconta la storia di un amore ‘malato’, tra Stella e Edgar, un artista detenuto nell’ospedale psichiatrico gestito dal marito della protagonista.

Patrick McGrath è uno di quegli scrittori che riesce a scavare dentro alle inquietudini sotterranee dei personaggi. E lo fa con una lucidità quasi ‘psicanalitica’, in grado di descrivere un sentimento tanto malato quanto potente e viscerale.

Un libro che tiene legato il lettore una pagina dopo l’altra, con la stessa morbosità e ossessività descritte dalla storia.

L’insostenibile leggerezza dell’essere (Milan Kundera)

Di sicuro il mio libro preferito, o almeno lo è stato per moltissimo tempo. Sono trascorsi anni e decine e decine di altri libri prima che riuscissi a trovare una storia in grado di appassionarmi allo stesso modo.

Un saggio-romanzo che racconta le storie dei quattro protagonisti principali, Tereza, Tomáš, Sabina e Franz, le cui vite si intrecciano, allontanandosi e riavvicinandosi, influenzandosi a vicenda.

Un circolo formato da relazioni e tempi, disegnato secondo la teoria dell’eterno ritorno nietzschiano che ruota attorno ai temi della pesantezza e leggerezza, corpo e anima. Accompagnarsi nella vita o solo in un tratto di essa, desiderarsi, aspettarsi, fare l’amore, sfuggirsi: questi sono solo alcuni dei movimenti di questo girotondo di anime. Una danza che si regge su un equilibrio tanto precario quanto metafisico, nel quale i singoli personaggi rappresentano l’emblema stesso di questa dicotomia tra leggerezza e pesantezza e dove, probabilmente, proprio il loro incontro è la chiave di volta che sorregge il titolo del romanzo.

Di sicuro uno di quei libri che, una volta letto, va tenuto sul comodino per essere riaperto ogni tanto.

 Le braci (Sándor Márai)

Elegante, raffinato e attento.

La trama si basa sull’incontro tra due amici di vecchia data che si ritrovano dopo ben quarantun anni di distacco reciproco.  Questo appuntamento, inevitabile ma mai realmente prefissato, sarà il momento della resa di conti tra i due protagonisti, che uno di fronte all’altro ripercorreranno assieme un passato comune che ne ha segnato profondamente l’esistenza.

Ma non vedetela come una semplice storia di amicizia o tradimento. ‘Le braci’ è molto di più: è un libro che parla delle pulsioni e delle debolezze dell’uomo. Márai riesce infatti, con un’eleganza ineccepibile, a raccontare le passioni che governano i protagonisti fino a sviscerarne completamente l’animo. Con una chiarezza e lucidità nello sguardo che mettono completamente a nudo i personaggi, nel bene e nel male. Riuscendo ad esprimere, a parole, l’inesprimibile dell’animo umano.

Il banchiere dei poveri (Muhammad Yunus)

Il premio nobel Muhammad Yunus, fondatore del microcredito e della Grameen Bank racconta in questo libro una possibile via di uscita dalla povertà. E lo fa con un progetto concreto e costruttivo, la Grameen Bank appunto, che fornisce microprestiti a tasso agevolato ai poverissimi con un sistema costruttivo basato sull’idea di gruppo e di fiducia.

Un progetto che mira non solo ad aiutare le fasce meno abbienti, ma a fornire loro gli strumenti necessari per poter costruire la propria solida base economica. Una via d’uscita dal vincolo dell’usura, per permettere anche a coloro che nascono senza apparenti speranze, di riprendere in mano il proprio destino.

Un libro che ho amato molto, soprattutto perché offre una visione completamente nuova della povertà. Una visione incentrata sulla possibilità di offrire un aiuto concreto ai poveri, con dignità e rispetto.

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